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Dott.ssa Cecilia Smeraldi

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PSICOLOGA

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  • Specializzata in Psicologia Clinica
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Il profilo

Mi sono laureata in psicologia clinica all’università Vita Salute San Raffaele di Milano. Nel corso di dieci anni ho potuto lavorare all’Ospedale San Raffaele, presso il servizio di Psichiatria di Ville Turro, afferendo in particolare al Reparto di Psichiatria generale e ai servizi i ad esso collegati.

Questo mi ha consentito di imparare un elemento essenziale della pratica clinica: la necessità di accogliere la persona, nella sua complessità unica, non limitandosi esclusivamente ai sintomi presentati. Durante gli anni in reparto ho potuto affinare le capacità di ragionamento clinico, affiancato ma mai sostituito da valutazioni testali. Negli stessi anni ho conseguito un dottorato di ricerca in neuroscienze cliniche e del comportamento, sviluppato nell’ambito delle dipendenze; a tale attività ho affiancato una ricerca intervento nell’ambito del disturbo ossessivo-compulsivo, diventato poi mio campo elettivo di studio e lavoro. La pratica clinica mi ha spinto ad acquisire le competenze necessarie al sostegno e alla riabilitazione psicologica in diverse condizioni cliniche, in particolare nei disturbi d’ansia e dell’umore. Ovviamente, non tutti i casi possono beneficiare di una presa in carico esclusivamente psicologica; pertanto negli anni ho potuto costruire una rete di professionisti e strutture di riferimento, a cui poter indirizzare i pazienti qualora ce ne fosse richiesta o necessità. Attualmente sto portando avanti la mia formazione presso la scuola di psicoterapia ad indirizzo analitico del Ruolo Terapeutico di Milano; ciò mi ha permesso di lavorare sull’impostazione corretta della relazione con i pazienti, riconoscendo loro tutta la libertà e la responsabilità di provare a costruire una irripetibile e personalissima via terapeutica.

Il metodo Feuerstein

Il mio percorso di formazione al programma di arricchimento strumentale (PAS) di R.Feuerstein inizia diversi anni fa.

Con “percorso” non intendo tanto la frequentazione dei corsi PAS, per quanto imprescindibili e estremamente formanti a livello personale, ma anni di pratica, riflessione personale e incontri con altri mediatori, che portavano esperienze di vita, lavoro e formazione uniche e irripetibili.

Ho sempre vissuto il metodo come un “ponte” tra il rigore delle moderne neuroscienze e un umanesimo di ampio respiro, e ciò non sorprende poiché esso pone al centro l’Uomo e la relazione tra Uomini.

Un uomo reale, fatto di corpo e mente, di passato, presente e futuro, posto in un mondo concreto e mentalizzato al tempo stesso, con un bagaglio di cultura e linguaggi, con limiti e sfide reali, interne ed esterne a sé.

Un uomo in relazioni con gruppi e istanze sociali sempre più complessi e precari, che richiedono un equilibrio costante tra flessibilità e certezza.
Complessità e flessibilità rappresentano due parole chiave nel PAS fin dalla sua nascita, in un’epoca e in un contesto radicalmente differenti da quelli attuali; tuttavia proprio la loro potente attualità dimostra come il PAS contenga concetti e strategie universalmente valide.

Affinare le funzioni cognitive e i processi mentali è una possibilità rivolta a chiunque, o almeno rivolta a gruppi e persone che non si ritengano già “perfetti”.
Gli strumenti, il modo di affrontarli, discuterli e interiorizzarli possono raggiungere livelli di complessità e astrazione notevoli, a cui l’immediatezza delle comunicazioni attuali ci sta forse disabituando. Si crea uno spazio di pensiero, un tempo di riflessione che viene spesso a mancare nella frenesia quotidiana.

Quali cambiamenti può produrre?

  • Acquisizione di modalità di pensiero riflessivo e sviluppo dell’insight
  • Superamento di un’attitudine cognitiva passiva
  • Acquisizione del vocabolario, dei concetti e delle operazioni necessari alla soluzione dei problemi
  • Creazione di motivazione intrinseca attraverso la formazione di abitudini e di un sistema interno di necessità
  • Correzione e potenziamento delle funzioni cognitive

Il PAS rappresenta un programma molto complesso, i cui strumenti sono capaci di sollecitare le differenti funzioni cognitive.

  1. Gli strumenti di primo livello lavorano sulle funzioni cognitive di base (Raccolta informazioni, organizzazione, analisi e sintesi, formulazione e verifica di ipotesi, relazione tra elementi) e sull’acquisizione della metodologia
  2. Gli strumenti di secondo livello lavorano sulla relazione tra elementi. Aumenta la componente verbale richiesta per la comprensione e la risoluzione delle schede
  3. Gli strumenti di terzo livello lavorano sulle relazioni tra relazioni. Aumenta l’astrazione e il lavoro sui concetti (pensiero logico-formale).